QR Code e Vino: Come realtà aumentata aiuta a vendere e a fare storytelling

Per i meno esperti non è semplice scegliere una bottiglia di vino dalla sola etichetta. A volte ci si fa rapire da colori brillanti, nomi di richiamo o da prezzi scontati, ma sappiamo bene che il vino è tutt’altro. Proprio per queste persone sono emerse nel tempo una serie di applicazioni e strumenti digitali per poter facilmente fornire informazioni sulla bottiglia: dalle app in stile Vivino, fino alla diffusione dei QR code sulle etichette di vino e all’utilizzo della realtà aumentata.

QR Code, realtà virtuale e vino? Chiediamolo agli esperti di Kabum

Oggi parliamo di come la tecnologia e gli strumenti digitali stiano aiutando i produttori di vino a raccontare il proprio prodotto, la storia, i valori e la tradizione che si cela dietro il proprio marchio. Per farlo abbiamo chiamato in causa gli esperti di Kabum.it, uno studio di produzione video di Bari specializzato nella produzione di contenuti AR (realtà aumentata) e VR (realtà virtuale).

Nello specifico capiremo come i QR Code, il vino e la realtà aumentata possano coesistere e come possano essere di aiuto ai produttori e alle aziende vitivinicole.

Qr Code e vino

Uno dei problemi che maggiormente le aziende sentono sulla propria pelle è come riuscire in una piccola etichetta a racchiudere storia, valori e descrizione del proprio lavoro e prodotto. Come, in uno spazio così piccolo, riuscire a raccontare il proprio mondo rapendo l’attenzione del consumatore e facendo scegliere la propria bottiglia tra centinaia sullo scaffale di un’enoteca o un supermercato.

Da qualche tempo è facile vedere comparire sulle etichette dei vini dei QR Code, quei quadrati composti da tanti quadratini bianchi e neri che ricordano vagamente dei codici a barre. Ne sono in effetti l’evoluzione, trattandosi appunto di codici a barre bidimensionali. QR code sulle etichette di vino hanno la capacità di collegare il mondo reale con quello digitale.

I ragazzi di Kabum Studio ci spiegano come i QR Code contengano una serie di informazioni – fino a un massimo di 3 megabyte – che possono essere utili per arricchire il contenuto presente sull’etichetta. Questo grazie alla realtà aumentata, quella virtuale e alla possibilità di collegare in pochi istanti la vita reale con quella digitale.

Attraverso un QR reader – ormai presenti di default sulla maggior parte delle fotocamere dei nostri smartphone – è possibile scattare una fotografia al Qr code del vino che stiamo per scegliere per attingere a nuove informazioni attraverso il nostro cellulare. Una pagina del sito che racconti il prodotto con foto, video e interviste ad esempio, oppure un ricettario con i piatti a cui abbinare il vino che abbiamo in mano.

Realtà aumentata (AR) e vino

Ci si può sbizzarrire anche di più spiegano gli esperti di realtà aumentata di Kabum. Ne è un esempio il lavoro svolto da Studio Tactic che ha realizzato il progetto “19 crimes”, ossia delle etichette veramente particolari per 5 note aziende di vini americane. Le etichette una volta inquadrate con una app prendevano letteralmente vita, con personaggi e storie che raccontavano il vino in questione. Altro che QR code!

I video realizzati con realtà aumentata sono stati visti oltre 21 milioni di volte, e sono state vendute quasi 30000 bottiglie di vino della linea “19 crimes” in pochi mesi dal lancio dell’iniziativa. Niente male vero?!

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