In occasione della pasqua 2014 verrà inaugurato il tratto toscano della Via Francigena, che sarà totalmente attrezzato e messo in sicurezza. Tappa tra le più importanti del percorso, Siena custodisce da sempre la memoria di quella che fu per secoli la più importante via di comunicazione in Europa.

Nata inizialmente per necessità militari, la via Francigena con il tempo accrebbe e rafforzò la propria funzione di crocevia culturale.

Questa inaugurazione può e deve essere un’occasione per una riorganizzazione delle politiche turistiche del senese, soprattutto in vista della candidatura di Siena come capitale della cultura 2019. Gli obiettivi dovrebbero essere un aumento del flusso turistico e della qualificazione dell’accoglienza, insomma la creazione di un’esperienza indimenticabile che induca il turista a voler prolungare il soggiorno, a tornare un giorno in questo territorio, e a parlarne una volta tornato a casa.

Certo, per fare ciò servono fondi, e questi potrebbero in parte essere ricavati dall’introduzione di una tassa di soggiorno, della quale bisognerà però disporre con intelligenza e trasparenza, anche attraverso migliorie nei servizi d’accoglienza.

Tuttavia il punto di forza del territorio resta il turismo enogastronomico, che dovrà essere valorizzato e potenziato. Difatti nonostante l’importanza e la centralità di questa località nella tradizione culinaria italiana, non sempre la ristorazione è congrua e all’altezza del proprio contesto.

Un’idea potrebbe essere la prescrizione di standard minimi di qualità e l’obbligo di formazione del personal edi servizio.

L’organizzazione e la promozione di percorsi enogastronomici nelle terre di Siena potrebbe inoltre costituire una valida opportunità per garantire insieme tipicità e qualità delle strutture presenti lungo il tratto toscano della Via Francigena e per rafforzare la fama dei piatti e dei prodotti tipici di questa regione.

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